La filosofia

La filosofia della nostra scuola calcio

Uno dei primi movimenti di attività “sportiva” che compie ogni bambino dopo qualche tempo che ha imparato a camminare, è dare un calcio ad un pallone. In questo movimento vi è tutta “l’ingenuità” è “l’istintività” del bambino, che scopre, con gioia, quello che può provocare il movimento coordinato del proprio corpo. L’obiettivo della nostra Società è quello di “preservare”, “tutelare” e “difendere” il più a lungo possibile questa sensazione istintiva e di felicità che ogni bambino prova nel correre libero su un grande campo aperto, calciando forte un pallone I bambini devono dare sfogo il più possibile alla loro fantasia, alla loro intraprendenza e alla loro voglia di divertirsi e di muoversi in libertà In questa fase, Educatori e Istruttori esperti e qualificati conducono i bambini, attraverso il divertimento, verso la conoscenza delle tecniche del calciare correttamente il pallone, verso la conoscenza che ci si può e ci si deve divertire anche in presenza di “regole” che rendono possibile lo svolgimento del giuoco Imparare divertendosi, e, soprattutto, giocando. Tutti i bambini, indistintamente, che si allenano, hanno diritto di giocare. Nessuna selezione. Nessuna “voglia” o “necessità” di “arrivare primi” o “essere i primi”. Conta solo il divertimento e la felicità dei bambini che, ancora di più nel mondo moderno, hanno sempre minori possibilità e voglia di muoversi all’aria aperta. Insegniamo i principi di una sana e corretta competizione, i principi dello stare insieme, del sentirsi parte di un gruppo, e condividere con e attraverso il gruppo stesso ogni emozione nuova. Educhiamo e cresciamo i nostri ragazzi non solo da un punto di vista esclusivamente sportivo, ma anche e soprattutto li accompagnamo nella loro più importante crescita umana. Siamo orgolgiosi di essre un Gruppo Sportivo dell’Oratorio di Cornaredo, perché attraverso i valori formativi cristiani, insegniamo la via dell’agonismo corretto e leale. E, attraverso i valori formativi cristiani, insegniamo la via dell’agonismo corretto e leale. Senza mai dimenticare che lo insegniamo a dei bambini Senza dimenticare di preservare la loro felicità, senza dimenticare che sono soltanto bambini.

Lettera al papà

Caro papà
lo sai che quasi mi mettevo a piangere dalla rabbia dalla rabbia domenica quando ti sei attaccato alla rete urlando contro l’arbitro?
Io non ti avevo mai visto così arrabbiato.
Forse sarà anche vero che lui ( l’arbitro ) ha sbagliato, ma quante volte io ho fatto degli errori senza che tu dicessi niente!
Anche se ho perso la partita per colpa dell’arbitro, come dici tu, io mi sono divertito lo stesso.
Papà capisci, io voglio solo giocare, ti prego, lasciamela questa gioia, non darmi suggerimenti che mi fanno solo innervosire: tira, passa, buttalo giù. Mi hai sempre insegnato a rispettare tutti, anche l’arbitro e gli avversari e ad essere educato….e se buttassero giù me, quante parolacce diresti?
Un’altra cosa papà: quando il mister mi sostituisce o non mi fà giocare, non arrabbiarti, io mi diverto lo stesso anche a vedere i miei amici stando seduto in panchina. Siamo in tanti ed è giusto fare giocare tutti.
Scusami papà, ma non dire alla mamma al ritorno dalla partita: ” oggi ha vinto” o ” ha perso “; dille soltanto che mi sono divertito tanto. E poi non raccontare, ti prego, che ho vinto perchè ho fatto un bellissimo gol; non è vero papà! Ho buttato dentro il pallone perchè il mio amico mi ha fatto un bel passaggio. E ascoltami papà: al termine della partita non venire nello spogliatoio. che importanza ha se mi metto la maglietta al contrario ! E lascia portare a me il borsone, c’è stampato il nome della mia squadra e mi fà piacere far vedere a tutti che gioco a pallone.
Non prendertela se io ti ho detto queste cose, lo sai TI VOGLIO TANTO BENE.